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La materia ottenuta mediante trattamento ONE BAK, proveniente dalla frazione organica dei rifiuti solidi urbani e/o da matrici di origine animale o vegetale, si caratterizza per l’assenza di batteri nocivi e per il mantenimento al proprio interno degli Archaea metanogeni. Questa condizione consente di ottimizzare la matrice in ingresso al biodigestore anaerobico e di favorire una maggiore resa nella produzione di biogas e biometano.
In questo contesto, ONE BAK si configura come una soluzione di interesse non soltanto sotto il profilo dell’“End of Waste”, ma anche in termini di sostenibilità economica dell’impianto. Il Decreto Biogas e gli ulteriori incentivi previsti a livello nazionale ed europeo possono infatti concorrere a rafforzarne la convenienza industriale e la marginalità operativa.
Per gli operatori della biodigestione anaerobica, i benefici dell’impiego di ONE BAK possono essere sintetizzati in tre direttrici principali:
1. riduzione della necessità di successivi ritrattamenti del digestato;
2. possibilità di attivare ulteriori processi di valorizzazione della materia trattata;
3. gestione più efficiente dei residui finali del processo.
Il digestato ottenuto al termine del processo anaerobico può così essere qualificato come “ammendante” e, in quanto tale, impiegato in agricoltura in sostituzione e/o a integrazione dei fertilizzanti chimici, nel rispetto del quadro normativo applicabile.